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Buon viaggio Marco

Il mondo del basket ticinese piange la scomparsa di Marco Galli, classe 1959, giornalista grande appassionato della palla a spicchi, per lungo tempo da lui raccontata dalle colonne di praticamente tutte le testate giornalistiche del nostro cantone, spentosi nella serata di domenica 7 gennaio.

 

Che fosse con il suo nome, l’alias Giorgio Franchi, o l’acronimo Walo, per un buon trentennio Marco Galli ha vergato pagine importante del nostro basket, sempre con la stessa abnegazione e dedizione. Sue ad esempio le parole che sul Corriere del Ticino hanno celebrato la vittoria in Coppa svizzera del Riva Basket nel 2016, sue anche le lunghe interviste che sul Giornale del Popolo prima, e sul Mattino della domenica poi, hanno dato ampio spazio ai protagonisti, nostrani e non solo, della pallacanestro di oggi e di ieri.

 

TicinoBasket e il suo comitato rivolgono le loro condoglianze ai familiari, ricordando Marco attraverso le parole del nostro responsabile comunicazione nonché collega di lunga data, Mattia Meier.

 

“Di Marco in 18 anni di partite e trasferte i ricordi non mancano.

La confusione organizzata, per cui durante una partita seguiva la stessa e intanto lavorava ad altro materiale, quale non si sa, e così più volte ti sentivi chiedere “chi ha segnato? Era da due o da tre?”. Ma quando lo leggevi poi, non si era perso nemmeno un fischio.

Una disponibilità a dare una mano da fare provincia, come si diceva una volta. Avevi bisogno una mano, un pezzo, una sostituzione all’ultimo momento, lui c’era, instancabile “Globetrotter” della carta stampata, uno e trino con i suoi pseudonimi e alias, uno preso dalla sua altra grande passione, la pallanuoto, da cui Walo, sintesi di Water Polo.

L’immancabile coca cola con fetta di torta.

 

Era sottovalutato, Marco, nelle sue conoscenze cestistiche e nel suo raccontare lo sport e i suoi personaggi. Eppure, pochi come lui hanno saputo narrare e dare spazio al basket ticinese in tutti questi anni.

 

Non gli ha sempre sorriso la vita, negli ultimi anni i problemi di salute lo hanno più volte azzoppato, ma mai fermato. Finché ha potuto, in palestra non è mai mancato. Ma soprattutto, non hanno scalfito il suo ottimismo, mai il dolore ha piegato la sua indole positiva.

Ci siamo sentiti l’ultima volta mercoledì scorso, prima del derby, una promessa di un incontro e di un ritorno in palestra. “Vedrai Mattia, passerà anche questa, arriverò ancora a rompervi le scatole”.

In qualche modo, sarà così comunque.

Buon viaggio caro Marco, che la terra là sotto ti sia più lieve di quanto lo sia stata in superficie”.




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